Cinema Italiano: la filmografia di incompleto

Cinema italiano
Mi piacerebbe dire qualcosa di magnifico, La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, il film che stiamo andando il modo di consumare e di usura a base di lode, ma come altri hanno fatto qui. Dichiaratamente bene. Così vi propongo un altro: un sano esercizio di memoria storica, una retrospettiva informale per l’imponente patrimonio del cinema italiano dagli anni quaranta a questa parte, una lista di film che, se non avete visto, mi fai un foro in uno scaffale o in default (che cosa hai intenzione di fare, così è il mondo) sul disco rigido tra il juegotronos, terre, e gli altri con valori di manufatti di sessanta ore di durata.

Perché si pensa che non sessanta, ma in due ore si può vedere uno di questi capolavori, cerraditas, completo, perfetto e in italiano, questo inebriante linguaggio musicale di fonemi che ondeggiano nel vento. Diamo quindi un’occhiata a questo: quasi inesauribile peliculones e altri intoccabile opere del museo in Italia si è verificato in diversi decenni gloriosi, e, in misura minore, e si continua a occasionali lampi di genio innegabile. Ci sono molti ben noti film, ma non si vede, da una gran parte della generazione nata negli anni settanta e gli anni ottanta, o almeno a me sembra, che ci ando. La precedente generazione di modificare sa bene che c’era una volta il cinema italiano ha lavorato come un metronomo di una buona parte della cinematografia dell’europa e del mondo, copaba il festival internazionali e ha dato vita ad un roster di stelle, un intero sistema stellare alternativa. Negli anni settanta e ottanta, il settore è andato in crisi, e la luce cominciava a svanire, anche se da allora ci sono occasionali sporadici colpi di spazzola di talento così comune in un paese che è abituato a dare vita ad artisti di grande freddo tra il caos di secoli fa, senza troppo sforzo e senza sudore.

Artisti

artisti

Fa parte della facile congenita dell’Italia, paese che esercita un’attrazione irresistibile per evocare un momento di bellezza e di confusione, il sublime e il despiporre, l’intelligenza e la pillería (furbizia nazionale), la tragedia e la despelote. Il peso dei secoli si manifesta nelle piazze, nelle chiese, o i ristoranti che ci porterà in un’estasi di trascendente, mentre la tv sputa ballerini con le palle, cantando canzoni banali. È parte del fascino, e non merita di essere preso come uno scherzo o di luce: è la permanente di gioco degli italiani con il mondo, questo scambio è che, mentre si perde tempo a ridere negli ultimi bobada Berlusconi si pensa ad un’altra cosa lucido a vendere per il pianeta.

Gli italiani sanno che sono possessori di talento e buon gusto, ma vantarsi di prima che il mondo è perdere tempo per sfruttare e godere. Che è perché non è comune vedere gli italiani a tirare fuori il petto, per esempio, la sua straordinaria del patrimonio cinematografico. Infatti, la permanente contraddizione di una nazionale che è anche la bandiera del paese ha portato ad una generazione di italiani di interiorizzare al punto che l’eredità che ci sono anche molti nati tra gli anni settanta e ottanta, diamo per scontato questo tesoro, del talento e della nazionale non è stato abbastanza buono per ottenere vicino a tanti grandi film. Parliamo quindi un po ‘di loro, senza la pretesa di dare lezioni a chi non ha necessità o bisogno, ma solo per farci divertire per un po’.

Rossellini, Visconti, De Sica

Rossellini, Visconti, De Sica
Nel 1937, Benito Mussolini inaugura Cinecittà, i leggendari studios di Roma, in pieno rapimento megalomane fascista: non lesinare in metri quadrati, dei mezzi tecnici né di personale qualificato. Ma il primo grande lotto di talento nel cinema italiano non emergono dagli studi, ma dalle sue rovine: abbiamo già detto che l’Italia è un paese di contraddizioni. Il saccheggio a cui è stato sottoposto Cinecittà dalle truppe naziste, uniti per i danni causati dai bombardamenti alleati, avrebbe costretto un intero gruppo di amministratori per ottenere le loro macchine fotografiche per strada, dove non si trovano molto meno materiale per la commedia: migliaia di civili morti di fame che strisciano sopra la devastato le città italiane. La necessità e la mancanza di mezzi, nasce un movimento rivoluzionario. Nato il neorealismo: attori non professionisti scelti tra i devastato i cittadini e i conflitti più drammatici estratto direttamente dal raw di vita reale per delineare un nuovo cinema radicalmente opposto a quello di Hollywood, dove molti assistono così stupiti di ciò che arriva dall’Italia.

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